un saluto ad Alda Merini...
"Sono una piccola ape furibonda. Mi piace cambiare colore. Mi piace cambiare di misura"
ci sono canzoni che continuo ad ascoltare in questi giorni, a ripetizione A me ricordi il mare e quella deji after che sottovoce dice centodemonidanzanoconme,
e più di prima ne ritrovo la rara bellezza delle parole, della voce quasi scazzata che recita frasi sublimi che riempiono la bocca in modo originale.
prima c'era chi me ne raccontava il piacere e mi fidavo, su fiducia appunto ascoltavo e sorridevo, che bella sensazione...
e pensi a qualcuno, e pensi a come sei, e pensi basta, o pensi e basta, pensi ancora o pensi ancora? e provi nostalgia...
sei in macchina, la persona accanto scende per andare a recuperare un bottija di vino di fortuna (la fortuna vuole sia nero d'avola!) per una cena a casa di amici...bene, rimani in macchina ad ascoltare una canzone e qualche lacrima scivola via, emozionante...
sono pochi quei momenti in cui ti concedi minuti (ma quei minuti, quelli che durano di più avete presente?!)
tutti interamente per te
perchè ti lasci andare al fatto che qualcun'altro sta facendo al posto tuo qualcosa di normale ma in quel momento fuorviante al tuo stare da solo e allora ne approfitti ed entri in una dimensione un po' tutta tua, quella dove non metti punteggiatura, non usi virgolette per citare, continui a scrivere come vuoi/vojo anche col pensiero
ed esplori il passato con quella facoltà che ti ricorda di essere la fija illegittima della dietrologia, dove rabbia ed incomprensione
-ma perfette come solo certe cose possono esserle-
ti prendono a sberle...
e il mio padre putativo, che crede di chiamarsi "aspetto recondito", ti svela segreti che tali non sono...
bene, nell' articolo sulla potessa scomparsa, leggo che era amata come poche di quelle persone che si amano per il loro modo scontroso ma dolcissimo di esistere...
trovo equilibrio violento in questa definizione, e mi piace moltissimo...
sporca di vino mentale di quelle macchie su una majetta che fa da pigiama